Digressione

Ci sono posti i…

28 Mar

Ci sono posti in cui il sogno si avvera, la fantasia si realizza, il desiderio si appaga. Ci sono posti in cui le emozioni sono talmente perfette da richiedere la solitudine per apprezzarle appieno. Questo è quello che provo in certe situazioni, in certi luoghi che diventano luoghi dell’anima, in cui immergersi e rigenerarsi, attingendo equilibrio e armonia, lontani dal tumulto delle passioni o di sentimenti non suscitati dalla contemplazione e dall’esperienza dei luoghi in sé.

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Ranafatata ha traslocato!

7 Feb

Dopo che Splinder ha chiuso i battenti, Ranafatata ha rimesso il mare in un bicchiere e lo ha trasportato altrove.

Per riprendere a navigare in acque più tranquille.

 

17 Mar

«… per circa tre ore dimenticai tutto. A tal punto che svegliandomi mi chiesi dove fossi. Poi, ecco l’immenso sollievo del pensiero: “A bordo della mia nave. In mare! In mare!”. Attraverso i portellini, ebbi la visione di un orizzonte liscio su cui picchiava il sole, orizzonte di un giorno senza vento. Ma la sua sola ampiezza bastò a darmi un senso di fuga riuscita, una momentanea ebbrezza di libertà».


La linea d'ombra di J. Conrad

24 Gen

A proposito dei cinque sensi…

Helen Keller, una scrittrice e insegnante sordo-cieca, racconta di un’amica che era appena tornata da una passeggiata nei boschi. Quando le chiese che cosa avesse visto, l’amica rispose: «Niente di particolare». La Keller scrive:
 
Mi chiesi come fosse possibile camminare nei boschi per un’ora senza vedere nulla che fosse degno di nota. Io, che sono cieca, noto centinaia di cose: la delicata simmetria di una foglia, la corteccia levigata di una betulla bianca, la scorza ruvida e scabra di un pino. Io, che sono cieca, posso dare un suggerimento a chi ha l’uso degli occhi: impiegateli come se il domani potesse privarvi della vista. Ascoltate la musica delle voci, il cinguettio di un uccellino, i vigorosi brani di un’orchestra come se il domani potesse privarvi dell’udito. Toccate tutto come se domani il tatto potesse venirvi meno. Annusate il profumo dei fiori, assaporate di gusto ogni boccone, come se domani poteste non averne più la possibilità. Godete al massimo di ciascuno dei vostri sensi. Traete diletto da tutti gli aspetti, i piaceri e la bellezza che il mondo vi rivela.

15 Gen

Elogio della fantasia (e deplorazione della sua mancanza)
La mancanza di fantasia è un difetto sconvolgente.
A volte, con un pizzico di creatività, è possibile tirarsi fuori da situazioni imbarazzanti, mettere a tavola ospiti inattesi, farsi perdonare un comportamento maldestro, “acconciare” un albero di natale sui generis, chiedere scusa senza chinare il capo,
trovare soluzioni inedite (benché temporanee) a piccoli inconvenienti molto più materiali di quanto non sia la dote in sé, regalare agli altri piccoli momenti divertenti, pensosi, stupefacenti.
Chi di fantasia ne ha tanta, poi, può fare miracoli, ma questa è un’altra storia.
Il fatto è che, senza fantasia, la vita quotidiana può rivelarsi una tragedia di banalità, il dolore una spirale discendente senza fine, il sorriso un simulacro di allegria.
La fantasia è una specie di sesto senso (nel senso di capacità sensoriale, non di intuito indovinatuttoapartiredalniente) che arricchisce quei fenomenali cinque sensi di cui siamo naturalmente (chi più chi meno) dotati: a parità di condizioni (e di dotazioni) chi ha fantasia ha una vista più intensa (individua colori più vividi e un numero maggiore di sfumature, nota più particolari, coglie quadri d’insieme più ricchi e completi), un udito più plastico (al suo orecchio risuona netto il tono della voce, un rumore inconsueto; un particolare suono può scatenare catene articolate di ricordi e sensazioni); un gusto più (r)affinato (vuoi mettere le sfumature di sapore che puoi percepire con le papille della fantasia?); un olfatto più intuitivo (sgradevole nel caso delle puzze, ma il piacere di sentire gorgheggiare i profumi di un fiore non è forse impareggiabile?); un tatto più stimolante (il contatto con un oggetto, un tessuto, un lembo di pelle può scatenare un mondo di sensazioni).
Gli occhi, le orecchie, la lingua, le mani, il naso della fantasia sono insostituibili, come insostituibili sono la sua intelligenza e la sua magia.
E, soprattutto, la sua compagnia.

22 Dic

L'uomo col cilindro faceva di tutto per cancellare quell'espressione di tristezza dal viso della donna. Trasformò in due cuori le lacrime che le rigavano le guance e le rimpolpò le labbra. Il naso un po' appuntito somigliava decisamente a quello della modella, e il sopacciglio deciso accompagnava occhi dallo sguardo un po' spento. Nonostante i suoi sforzi, nonostante i cuori sulle gote,  quel viso rimaneva senza gioia. Lo incorniciava di capelli su cui avrebbe voluto scrivere filastrocche divertenti, con cui distogliere i pensieri di lei dall'ombra che le offuscava il sorriso. Niente da fare. Pittore sì, e anche un po' visionario, ma, nonostante il cilindro, i giochi di prestigio non gli riuscivano affatto bene.
Il gatto nero gli sussurrò la sua approvazione: quelle linee morbide, spezzate e dorate, gli disse, somigliavano allo stato d'animo della donna: perché costringerle a diventare allegre?
Dopo tutto, siamo sotto Natale, no?

16 Dic

Sono stanca di finocchi a cena; vorrei cambiare menu. Il fatto è che 24 ore sono un tempo del tutto insufficiente a svolgere con efficienza tutte le mansioni affidate a certe rane-tutto-fare che, oltre a fare tutto il resto, dovrebbero anche lavorare alle loro traduzioni. Se almeno fossi in grado di seguire i consigli del simpatico autore del manuale che cerco di rendere in un italiano comprensibile, sforzandomi di abbandonare certe pessime abitudini frutto di un'inveterata forma di perfezionismo "negativo", come lo chiama lui, forse riuscirei a trovare il tempo di cambiare il menu del blog e mi inventerei qualcosa di cui raccontare, a me stessa, se non agli altri. Fino a qualche tempo fa, imputavo la mancanza di voglia di scrivere all'assenza di traduzioni su cui scervellarmi, alla mancanza di uno stretto contatto con le parole conseguenza di un  lungo periodo di inattività traduttoria. Invece, non so, i miei pensieri fanno fatica a trasferirsi sulla pagina. Forse, dovrei provare a gracidare. Adesso, poi, dopo una magnifica estate in dicembe, ha cominciato a fare freddo. E cominciano a congelarsi anche i pensieri…